Pubblicare un libro su 8 anni di riscatti, autonomia e dignità cercando tracciati femminili da Roma al mondo contro sessismo e violenza.Dona ora!

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Présentation détaillée du projet

 

 

Siamo le attiviste di Lucha y Siesta uno spazio autogestito nato da un’occupazione mirata al recupero e alla valorizzazione di una palazzina abbandonata,risalente agli anni’20 è situata nel quartiere romano del Quadraro. Nel 2013 abbiamo incontrato 3 appassionati di fotografia Chiara Moncada, Marco Vignola e Marianna Ciuffreda ed è nata una fertile sinergia che ha portato alla realizzazione del lavoro fotografico "Lucha" e all’allestimento della mostra fotografica itinerante del progetto.

 

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Per il prossimo 8 marzo 2016, nostro ottavo compleanno, ci piacerebbe riuscire a pubblicare un libro che unisca le foto di “Lucha” e i contributi di amic@ e compagn@, che racconti quanto fin'ora realizzato. Il libro è un progetto realizzato in collaborazione con la Casa editrice Round Robin che da subito ha sposato l'idea con entusiasmo e professionalità. 

 

 

 

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La Casa delle Donne Lucha y Siesta è un progetto di accoglienza abitativa e di promozione sociale sui diritti delle donne che fornisce informazione, orientamento, ascolto e accoglienza. A Lucha tutte e tutti possono trovare un servizio settimanale gratuito di accoglienza e orientamento per donne in difficoltà, lo sportello “Consultiamoci” in collaborazione con l’associazione Freedom for Birth Rome Action Group che fornisce supporto ostetrico, psicologico e legale gratuiti al fine di favorire la libertà di scelta delle donne su sessualità, aborto, contraccezione, gravidanza, parto e menopausa. A Lucha y Siesta si svolgono diverse attività come la Sartoria LYS e la Biblioteca BibLYS, corsi di yoga, tango, coro femminile, bioenergetica e fotografia. Dal 2008 ad oggi circa 70 donne di 12 nazionalità hanno trovato casa a Lucha e circa 1.100 si sono rivolte allo sportello, 150 solo nel 2014. Da agosto a dicembre 2015 abbiamo ospitato in accoglienza abitativa 7 delle 66 giovani ragazze nigeriane cadute nella rete della  tratta, approdate a Lampedusa e inserite nel Cie di Ponte Galeria, collaborando in rete con molte altre associazioni per la costruzione di risposte concrete alla complessa vicenda. Lucha y Siesta si è affermata come esperimento innovativo e, possiamo dire, anche riuscito: non è una casa di accoglienza né un centro antiviolenza, ma è tutto questo e molto di più; è un progetto di semi-autonomia nato dalla lotta e dall’autorganizzazione delle donne, un luogo che in poco tempo è divenuto un punto di riferimento nel panorama cittadino, che lavora in sinergia con servizi sociali, centri antiviolenza, sportelli per il disagio sociale, con realtà e associazioni delle donne, in un’ottica di autonomia e non di assistenza.

 

 

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Secondo gli ultimi dati ISTAT 2015 6 milioni 788 mila donne hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni: il 20,2% ha subìto violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. E ancora l’ISTAT ci dice che la violenza può manifestarsi sotto forma di violenza psicologica con riferimento a dinamiche quotidiane in cui si manifesta un’asimmetria di potere, limitazione, controllo e svalorizzazione del partner. Viene considerata violenza l’isolamento e la limitazioni nel rapporto con la famiglia o gli amici, l’impedimento o il tentativo di impedire di lavorare o studiare, l’imposizione di come vestirsi o pettinarsi, l’essere seguite e spiate, l’impossibilità di uscire da sole, fino alla vera e propria segregazione; tra le forme di violenza economica, sono evidenziati l’impedimento di conoscere il reddito familiare, di avere una carta di credito o un bancomat, di usare il proprio denaro e il costante controllo su quanto e come si spende; tra le forme di svalorizzazione e violenza verbale vengono descritte le situazioni di umiliazioni, offese e denigrazioni anche in pubblico, le critiche per l’aspetto esteriore e per come la compagna si occupa della casa e dei figli e le reazioni di rabbia se la donna parla con altri uomini; infine tra le forme di intimidazione sono compresi dei veri e propri ricatti come portare via i figli, le minacce di fare del male ai figli e alle persone care o a oggetti e animali, nonché quella di suicidarsi. E' interessante sottolineare che il rapporto evidenzia che negli ultimi 5 anni le violenze fisiche o sessuali sono passate dal 13,3% all’11,3%, rispetto ai 5 anni precedenti il 2006 e attribuisce le cause di tale miglioramento a "maggiore informazione, lavoro sul campo ma soprattutto di una migliore capacità delle donne di prevenire e combattere il fenomeno e di un clima sociale di maggiore condanna della violenza” (fonte: Rapporto ISTAT 2015 sulla violenza di genere)

In particolare nella città di Roma a una tale entità del fenomeno rispondono, secondo il rapporto “Vivi” del 2013, solamente cinque centri antiviolenza, 10 sportelli di ascolto di cui solo 7 con case rifugio. Nonostante la parola “femminicidio” sia ormai entrata nel vocabolario e vi siano molti studi, ricerche e leggi che affrontano alcuni aspetti della violenza di genere, Roma Capitale non ha ancora un numero sufficiente di posti letto nei rifugi d’emergenza dei centri antiviolenza, né ha dei programmi sociali che affrontino il delicato momento che segue l’emergenza e la fuga da casa (spesso con figli minori al seguito).

 

(Foto tratta dal lavoro fotogafico "Lucha")

 

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In questo contesto crediamo in Lucha y Siesta anche come progetto politico che promuove nuove formule di welfare e favorisce la consapevolezza in tema di diritti e autodeterminazione a partire dal protagonismo femminile. In questi anni tantissime donne hanno attraversato la casa e l’hanno plasmata, rendendola un luogo che contribuisce a mettere in moto le intelligenze femminili con maggiore forza e valore.  Noi crediamo che un luogo occupato metta a disposizione di tutte e tutti ciò che altrimenti andrebbe perduto e quello che viene restituito alla comunità porterà sempre migliori frutti quante più persone sono disposte a investire in questo lavoro collettivo.  Il vostro contributo economico si trasformerà in un prodotto tangibile e duraturo su questi anni di lotta e partecipazione.

 

Info modalità donazione

Ciao, grazie per il tuo interesse nel nostro progetto! 

Se hai problemi con la carta di credito o qualsiasi impedimento nel versare il tuo contributo al progetto Lucha - Lotta e Riposo, puoi scrivere a: segreterialys@gmail.com o mandarci un messaggio alla nostra pagina facebook

 

 

 

 

 

À quoi servira la collecte ?

La quota raccolta servirà alla stampa del libro "Lucha - Lotta e riposo".

 

Il libro conterrà l'intero progetto fotografico "Lucha"  e contributi scritti di Lisa Canitano, Barbara Bonomi Romagnoli,  Patrizia Fiocchetti, Oria Gargano (BE FREE), Federica Giardini, Alessandra Marsiglia, Sandro Medici, Monica Pasquino (SCOSSE), Nicola Pellegrino, Anna Simone, Ozlem Tanrikulu (UIKI Onlus), le compagne messicane della Casa Cereza contro la violenza di genere, il Laboratorio Smaschieramenti di Bologna.

 

Avrà un formato 17cm x 24cm con copertina flessibile, carta interna patinata opaca 115gr, carta copertina patinata opaca 300gr , plastificazione opaca, allestimento in brossura fresata. 

 

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LUCHA

La Casa delle Donne Lucha y Siesta nasce nel 2008 dal recupero e dalla valorizzazione di una palazzina degli anni ’20 di proprietà dell’Atac nella zona di Cinecittà. Negli anni questo luogo abbandonato si è trasformato in uno spazio materiale e simbolico di autodeterminazione delle donne. Lucha y Siesta è un esperimento innovativo: non è una casa di... Voir la suite

Derniers commentaires

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In bocca alla lupa da parte del coordinamento delle donne di Petra. Alla conquista dello spazio! :)
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Daje forte compà!!
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Lucha y Siesta e' una realta' unica nel suo genere e da raccontare. Il bellissimo progetto fotografico e il libro rappresentano un'occasione speciale per diffondere lotta, lavoro e meriti delle Donne che attraversano e animano Lucha tutti i giorni.