COLONIE vorrebbe diventare un libro fotografico sullo stato attuale delle case vacanza in Italia, ed avrei bisogno del vostro aiuto per produrlo!

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Présentation détaillée du projet

Un flashback che mi ha accompagnato lungo questa esperienza esplorativa durata qualche anno e che, tangibilmente, è stato il primo vero contatto con le colonie, è il ricordo, quasi onirico, di un giorno d'estate dei primi anni '80, quando ho accompagnato mio cugino e mio zio (di Milano) a salutare un coetaneo ospite di una colonia estiva nella zona ponente a Cesenatico: “rinchiusi” in questi recinti, centinaia di bambini che, incuriositi, ci venivano a salutare; l'incontro si è svolto velocemente attraverso la cancellata, noi fuori e lui con tutti gli altri dentro... Avere sotto gli occhi quotidianamente queste strutture e averle viste, negli anni, vive e poi abbandonate, mi ha sempre affascinato ed incuriosito. Quando poi ho iniziato a intraprendere la fotografia in maniera progettuale,  è stato naturalmente questo il primo argomento a cui mi sono dedicato. Era il 2009 quando, in compagnia di un amico, ho fatto la mia prima esplorazione fotografica all'interno di una colonia abbandonata da pochi anni. Una emozione fortissima: un misto di paura e stupore nel vedere, finalmente, un mondo solo immaginato e sconosciuto praticamente a chiunque. Le cucine, i refettori con tutti i tavoli e sedie, le camerate con tutti i letti in fila, gli ambulatori, le lavanderie e l'immancabile chiesa...

 

Questo volume andrà ad arricchire il già attivo progetto storico/didattico denominato “Colonie Marine: Ipotesi per la conoscenza e la tutela del patrimonio storico e architettonico del moderno”.

 

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La mostra “Colonie Marine: Ipotesi per la conoscenza e la tutela del patrimonio storico e architettonico del moderno, inizia il suo cammino nel 2003 a Passaggio di Bettona in provincia di Perugia, dove una sezione era dedicata al patrimonio architettonico scolastico, sportivo e ricreativo del Moderno. Più tardi  lo sguardo si concentra esclusivamente sulle Colonie Marine, montane, fluviali e lacuali.

 

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Con il tempo è stato  avviato un rapporto di collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali attraverso la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Marche ma anche con enti, amministrazioni delle quattro regioni già visitate (Emilia Romagna, Umbria, Abruzzo, Liguria), coinvolto gli studenti di numerose scuole ed università (Ancona, Perugia, Urbino, Pescara, Bologna e Genova) ed associazioni culturali nazionali come Italia Nostra ed Aipai. Si è quindi assistito ad un vero e proprio salto di qualità dell'esposizione che ha dimostrato di essere anche in grado di produrre nuovi strumenti per lo studio e la comprensione del paesaggio marino costiero e non solo.

 

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Le immagini fotografiche restituiscono prima di tutto uno sguardo contemporaneo sulle Colonie. La forza delle foto consente alla mostra di interagire ancora più profondamente con il visitatore ed il territorio, esse diventano lo sguardo del visitatore e modificano la sua percezione di quel paesaggio. Nulla più della fotografia riesce a cogliere il senso di questi edifici; la luce, le architetture, gli oggetti, i varchi, la desolazione, la solitudine, diventano le parole chiave del  racconto.

 

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Esempi mirabili di architettura moderna nella maggior parte dei casi  abbandonate e quindi in un certo senso “ incontaminate”. Costruite dal regime fascista con scopi propagandistici ma soprattutto terapeutici mantengono inalterata la loro mole che le distingue dal resto. Esse rappresentarono l’inizio del “mare per tutti”, ma prima di tutto per i figli degli italiani delle città che ogni estate le affollavano.

 

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Fino agli anni Trenta i “bagni al mare” erano riservati alla borghesia cittadina che trascorreva la bella stagione negli splendidi villini e approdava a spiaggia dal Kursaal. Le Colonie Marine sconvolgono quel modello. I bambini scendono a centinaia dai treni provenienti dalle grandi città più a nord e a piedi raggiungono l’edificio che li accoglierà per poche settimane. All’arrivo le autorità fasciste riservavano loro una plateale accoglienza scandita da una ritualità precisa in grado di comunicare lo spirito del regime. Navi, aerei, lettere dell’alfabeto, le forme degli edifici marini dovevano esprimere quello spirito in ogni modo, lo stesso valeva per la scelta dei materiali che dovevano essere innovativi, costruendo si sperimentava e si dava forma ad una idea di futuro. Ecco perché a progettarle furono chiamati i migliori giovani architetti e ingegneri ispirati ai nuovi principi dell’architettura sociale ed internazionale.

 

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Oggi le Colonie sono oasi; il costruito del corpo centrale è di norma contornato da un’area di rispetto vuota che è riuscita a conservarsi tale come conseguenza della damnatio memoriae da cui sono state colpite negli anni successivi alla caduta del regime  fascista, ma anche grazie,  dove normato, al vincolo a cui sono sottoposte. Un patrimonio culturale inestimabile che attende ancora di essere letto , raccontato, compreso nel suo complesso ma soprattutto “risvegliato”.

 

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I testi redatti saranno di:

Architetto Massimo Bottini, presidente di CO.MO.DO. e socio di ITALIA NOSTRA.

 

Andrea Bergamaschi & Silvia Camporesi, Andrea è archeologo ed appassionato/esperto di architettura razionalista. Silvia è una fotografa/artista tra le più significative del panorama italiano odierno ed entrabi mi hanno dedicato una parte del loro tempo per fare si che questo progetto potesse diventare un libro.

 

Lorenzo Mini, autore del libro.

 

Questo volume sarà edito da DANILO MONTANARI EDITORE.

 

À quoi servira la collecte ?

Questo volume sarà stampato in 500 copie e questa campagna servirà a coprire una parte dei costi totali di produzione.

 

Le dimenzioni del libro saranno 24 x 30 cm, con copertina rigida, all'interno saranno presenti 76 fotografie a colori distribuite su 64 pagine.

 

 

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lorenzomini

Nasce a Rimini il 3 agosto 1973, vive e lavora a Cesenatico. Il suo progetto fotografico, in generale, è orientato verso la documentazione di particolari fenomeni socio culturali e paesaggistici, interpretati come specchio della modernità, attraverso i quali tenta di rappresentare e rendere evidenti le condizioni, a volte contraddittorie, del nostro... Voir la suite

Derniers commentaires

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Copia arrivata, grazie ancora!!
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FORZA LAZIOOOOOOOOOOOOO
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Con Amore