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Entre Terre et Mères

Documentaries, Environment, Health & education

Project visual Entre Terre et Mères
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KawsakSacha
Brussels
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Tuesday, July 14, 2015
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Sostenete il nostro documentario sul ruolo delle donne indigene nella lotta per le preservazione della loro cultura e del loro territorio.

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Entre Terre et Mères

Sono loro le principali attrici della lotta contro il saccheggio del territorio, costantemente minacciato dai giganti del petrolio, dell'oro e del rame. Sono anche le garanti della loro cultura attraverso la trasmissione e l'insegnamento, che si presentano come un via di mezzo tra la conoscenza ancestrale e una nuova forma di modernità. Queste donne indigene ecuadoregne, nelle Ande come nell’Amazzonia, hanno un ruolo centrale nella loro comunità e nelle loro battaglie. Entre Terre et Mères (Tra Terra e Madri) è un progetto di creazione documentaristica, nato dalla volontà di mettere in luce queste donne e raccogliere le loro storie. La nostra volontà è di cogliere un incontro tra loro e noi – donne di qui­ – per poter, attraverso la scoperta dell'Altro e un'altra visione della modernità, ripensare il nostro rapporto con il mondo.

 

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Dalla sua elezione come presidente dell'Ecuador nel 2006, Correa ha promesso di porre fine alla subalternità del suo paese ai capitali stranieri e di avviare una "rivoluzione dei cittadini", con un innegabile progresso social. La creazione di politiche pubbliche e di redistribuzione della ricchezza di Rafael Correa tuttavia divide: infatti la politica di Correa è finanziata attraverso lo sfruttamento delle risorse naturali. Anche se la Costituzione ecuadoregna del 2008 è uno dei più gran progressi mai conosciuti in America Latina (diritti inalienabili della natura, la consultazione degli indigeni sullo sfruttamento dei loro territori, il riconoscimento della diversità culturale, etc.), la stessa si traduce poco concretamente nella realtà.

 

Nel 2012, il presidente ecuadoriano ha lanciato la “undicesima ronda petrolifera”, dividendo il sud-est dell'Ecuador in 21 blocchi petroliferi destinati all’estrazione e allo sfruttamento da parte della Cina. In agosto 2013, Rafael Correa ha annunciato il sacrificio, per importanti interessi petroliferi, di un santuario unico di biodiversità: il parco Yasuní. Eppure la memoria delle attività petrolifere di Chevron-Texaco è ancora ben vivida. Presente nelle regioni dell’ Amazzonia Ecuadoriana dal 1972 al 1992, Chevron-Texaco scaricò in quel periodo più di 71 milioni di tonnellate di rifiuti tossici e petrolio greggio nei fiumi dell'Amazzonia. Un vero disastro ecologico e sociale, che ha distrutto la terra ancestrale dei popoli indigeni che non erano stati consultati o messi in guardia contro i rischi per la salute. Ma è anche un esempio della forza della società civil,che ha finalmente vinto una causa di più di dieci anni contro il gigante Chevron-Texaco.

 

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http://www.felipejacome.com/

 

In effetti, i popoli indigeni si sono rivelati da un decina di anni come dei reali attori politici sulla scena pubblica nazionale e internazionale, portavoce diun discorso che sostiene la coesistenza di più culture, mettendo in discussione i fondamenti della democrazia e di una logica distruttiva per la natura a puro fine lucrativo. Lontano dall'immagine folklorista delle popolazioni indigene, vediamo non delle società primitive piegate su se stesse, ma uno dei pochi punti diforza in grado di mettere in discussione il modello politico, economico e culturale. Gli indigeni chiedono, come noi, il riconoscimento del loro potenziale per la costruzione della società a venire.

 

Il popolo Kichwa di Sarayaku è uno di quelli che adotta strategie di resistenza pacifica. Nel 2006, gli abitanti piantano i primi semi di una futura linea materiale e simbolica di fiori e alberi da frutto che segnano i limiti del loro territorio. Questo progetto si chiama  Frontiera di vita. In linea con questo, la comunità sta attuando un nuovo progetto, intitolato La Foresta Vivente: per la prima volta nella storia delle riserve naturali, le popolazioni indigene non sono lasciate fuori o ridotte a puro folklore; Sarayaku si propone infatti di essere i decisore autonomo del suo territorio usando la sua conoscenza millenaria. Così, lo scorso dicembre, le donne di Sarayaku hanno presentato il progetto Foresta Vivente al governo.

 

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Entre Terre et Mères è un progetto per la realizzazione di un documentario di 26minuti. Si tratta di un progetto ambizioso che stiamo preparando da ormai più disei mesi, sostenute in particolare da Jacques Dochamps, regista e presidente dell'associazione Frontiere de Vie. E 'grazie a lui che abbiamo già incontrato un membro della comunità di Sarayaku, Eriberto Gualinga, durante il suo recente tour europeo. E 'il regista del documentario The Descendants of the Jaguar.

 

 

Dopo aver incontrato molti attivisti, ricercatori e antropologi in Belgio, abbiamo notato che alcune comunità sono alla ricerca di più visibilità rispetto alle loro azioni. Per questo motivo, anche se il popolo Kichwa di Sarayaku è quello che ci ha subito interessato per suoi progetti pacifici e innovativi, il nostro obiettivo non è quello di limitarsi a questo popolo. Con una guida eccezionale con il quale siamo in contatto, andremo sia sulle Ande che in Amazonia per incontrare diverse comunità. Li, avremo l’aiuto del Centro di diritti economici e sociali in Ecuador.

 

Siamo cinque giovani donne. Il nostro approccio è quindi quello di porci come tali, concentrandoci sul ruolo delle donne in queste società, nonché sul loro ruolo nella lotta indigena. Queste donne sono ancora vittime di una doppia discriminazione : genere e provenienza. Eppure sono centrali nella lotta per il riconoscimento dei loro diritti e nella formazione dei giovani. Attraverso l'arte, l'educazione, la vita comunitaria e la trasmissione della memoria e della conoscenzadelle donne in quanto donne, l'oggetto di questo documentario è  di una portata universale rispetto alla lotto umana per la salvaguardia dei diritti, nonostantei diversi modi di stare al mondo. 

 

Entre Terre et Mères è una fotografia di questo incontro tra noi e loro. Dovremo essere capaci di tradurre un mondo, dei modi di vita e delle idee diverse, per poi poterne condividere gli insegnamenti  e contribuire insieme alla società in transizione. Se la tematica può sembrare esotica e lontana da noi, in realtà, riguarda noi tutti come attori della società: l’impatto  ambientale a livello globale è reale, le questioni multiculturali universali, e mettere in discussione il nostro rapporto con la natura è prezioso per ripensare i nostri modelli di consumo.

 

Per seguirci su Facebook : Entre Terre et Mères

 

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Siamo cinque studentesse al primo anno di master in animazione socio-culturale eformazione continua all’IHECS di Bruxelles (l’Istituto di Alti Studi in Comunicazione Sociale), una sezione che cerca di generare una riflessione su temi sociali, culturali, ambientali, educativi e che ha già una lunga tradizione nella documentaristica. Siamo un gruppo motivato, unito e profondamente impegnato, e se il nostro progetto è il risultato dei nostri studi, per noi è molto più di un semplice lavoro scolastico. Durante il nostro percorso, abbiamo già avuto l'opportunità di familiarizzare con gli strumenti audiovisivi; alcuni membri del nostro gruppo hanno partecipato a un progetto di co-creazione di due relazioni sulla situazione delle donne nel Kivu (RDC) e la loro rappresentazione nei media. Ecco il Tumblr per un collegamento a queste due opere: http://ihecsfemmeskivu.tumblr.com/. Abbiamo tutte cinque un’esperienza in fotografia, suono, montaggio, tutte pratiche previste durante i molti laboratori della nostra scuola.

 

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Delphine: Se il progetto che la mia squadra ed io abbiamo appena presentato mi è cosi caro, non è soltanto perché partire alla scoperta di questa cultura cosi tanto diversa dalla nostra mi fa trepidare di impazienza; ma è anche per poter capire altri valori e soprattutto per capire i problemi reali affrontati dalle popolazioni indigene rispetto allo sfruttamento delle loro terre. Dopo le diverse ricerche cha abbiamo fatto nel corso dei mesi, vorrei andare lì con le mie compagne di squadra per vedere la realtà sul campo. Avendo avuto l'opportunità di viaggiare in Cile, Perù e Bolivia per diversi mesi, mi sono letteralmente innamorata dell’America Latina. L'idea di tornare mi riempie di felicità, e soprattutto di poter condividere questa esperienza con il mio dream team. 

 

Charline: Studentessa in animazione socio-culturale, volevo che il mio progetto di fine studi mi assomigliasse e mi sorprendesse allo stesso tempo. Per quanto mi riguarda, questo viaggio in Ecuador sarà il mio primo passo in America Latina, un continente che mi ha sempre attratto. Sono lieta di essere in grado di catturare i momenti d’incontro e di testimoniare ciò che abbiamo imparato sul posto ! Questo approccio è collettivo, ed è questa forza che giocheremo !

 

Alix: Ho esitato tra continuare i miei studi di giornalismo e cominciare questo master in animazione socio-culturale. Oggi non rimpiango la mia scelta ! Con un altro sguardo, che è probabilmente più adatto alla mia sensibilità, mi è ormai permesso di  riempire la mia insaziabile curiosità di viaggiare e di arricchirmi attraverso l'altro. L'argomento è vasto, complesso e appassionante per le diverse messe in discussione che sono alla base di esso. Questa è la prima volta che metterò piede in America Latina. E sto iniziando ad avere una strana fissazione sui piranha... che intendo assaggiare (e non viceversa) !

 

Mathilde: Sono passati un paio di mesi da quando ho cominciato a dedicarmi con tutto il cuore a questo progetto. Fin dall'inizio, ho cominciato con estremo interesse a informarmi e ad imparare sempre di più sui vari temi che toccano direttamente o indirettamente, il nostro progetto. Ora non resta che vivere l'avventura lì, in Ecuador, nelle Ande e l'Amazzonia. Sono sicura che, con tutte le competenze che abbiamo acquisito in questi ultimi anni, le mie compagne di squadra ed io torneremo a casa con dei risultati di grande valore.

 

Laure: Studentessa al primo anno di master all’IHECS, nella sezione di animazione socio-culturale e di formazione continua, sono molto interessata a creare nuove forme di sviluppo sociale, di coesione sociale e di cittadinanza attiva. Antropologia, Etnologia e questioni ambientali sono tematiche che mi hanno sempre appassionata. Sono particolarmente attratta dal lavoro sul campo attraverso lo strumento audiovisivo. Sono convinta che le tecniche audiovisive sono dei buoni modi di educazione e sensibilizzazione. A qualsiasi età, qualsiasi scala, in qualsiasi luogo si può fare un passo. E ' importante per me che i pensieri e le parole si trasformano in azioni. Oggi siamo pronti a rimboccarci le maniche, a scoprire e ad essere scoperte.

 

Allocation of funds

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Per finanziare questo progetto, ognuno di noi ha un lavoro che porta avanti parallelamente agli studi. Abbiamo già i nostri biglietti aerei, perché crediamo nelnostro progetto e qualunque cosa possa succedere, lo realizzeremo. Tuttavia, l'aiuto finanziario della raccolta KissKissBankBank rappresenta per noi una questione cruciale, che potrebbe notevolmente migliorare la qualità del nostro documentario. In effetti, ci permetterebbe di noleggiare attrezzature di qualità, di muoverci all'interno del paese nel modo più efficiente (dovremo viaggiare in zone remote, accessibili solo in barca o piccoli aerei), di alloggiare e di beneficiare dell’aiuto di una guida locale: se parliamo spagnolo, non siamo ancora proprio pronte ad imparare il quechua.

 

Il viaggio durerà dal 5 agosto al 12 settembre, circa sei settimane, il tempo giusto per poter realizzare un documentario di qualità e, soprattutto, prendere il tempo per integrarci con le comunità prima di filmare. L'obiettivo è di lavorare in cooperazione con le donne indigene, e di non limitarci a una copertura di superficie. La realizzazione del nostro progetto di documentario prevede un budget complessivo di circa 15 000 euro. Non esitate a sostenerci se superiamo il marchio 100% ! Se mai non dovessimo raggiungere questo livello di 100%, tutte ledonazioni saranno rimborsate e non percepiremo nulla.

 

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Le spese che copriamo per conto nostro sono quelle relative alla preparazione del viaggio (passaporto, vaccinazioni, l'assicurazione e i corsi di lingua), che ammontano a 1 763,25 €; i biglietti aerei, che abbiamo già e che ci sono costati 4 828 €; il cibo a livello locale, il che equivarrebbe a circa 1 400€; la comunicazione del progetto (Poster, sito web, traduttrice...) che abbiamo stimato circa a 2 000€; le controparti a pagamento che proponiamo; e, naturalmente, alcuni fattori imponderabili.

 

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