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Presentazione dettagliata del progetto

 

SINOSSI

 

Adele, una donna di 80 anni, deve confrontarsi molto difficilmente con la morte del marito, dopo 60 di vita comune. Un sogno inaspettato porterà Adele a rivivere gli ultimi momenti della loro vita insieme, al museo. Lei sarà, così, capace di superare il dolore.

 

 

 

QUALI SONO I PERSONAGGI DELLA STORIA?

 

La storia parla di Adele, una donna di 80 anni, il cui marito muore. Adele è una donna anziana ma con grande energia, è una donna di grande cultura, un'insegnante di letteratura in pensione. E' una donna forte, la quale ama controllare tutte le cose intorno a lei.

 

 

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Vittorio, suo marito, è una persona docile e tranquilla. Non gli piace prendere nessuna decisione, infatti ha poca iniziativa ma una grande adattabilità. E' un professore di storia in pensione, buono e gentile con i suoi studenti. Questa è una delle caratteristiche che Adele amava tanto di lui.

 

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Alice, la loro figlia, è il terzo personaggio importante della storia. E' una donna introversa e risoluta sulla cinquantina. Controlla le sue emozioni molto bene e tende a prendersi cura degli altri prima di se stessa. Ecco perché, nonostante soffra molto per la morte del padre, Alice si prende cura della madre invece di consolare se stessa. Quello che Adele vuole è avere suo marito di nuovo, al suo fianco. E attraverso il supporto morale della figlia e un viaggio nei suoi ricordi, lei sarà capace di capire che è impossibile riavere Vittorio e che la sola soluzione è la serena e cosciente accettazione di quello che è successo. E' una vittima della vita con la quale ci si può identificare, perché tutti abbiamo la stessa ultima destinazione. Accettare la morte del marito significa accettare il suo stesso destino allo stesso tempo. Questo è il cuore della storia. La storia è strutturata in due parti principali: presente e passato. Nel presente, Adele, il personaggio principale, con l'aiuto della figlia, deve affrontare la perdita del marito. Nel passato, quello che i personaggi vogliono, inconsciamente, è di sentirsi vivi di nuovo.

 

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Ritrovano loro stessi in un quadro e, trasmigrando dal corpo al quadro, diventano eterni, perché l'arte non ha tempo. 

 

 

 

PERCHE' VOGLIO RACCONTARE QUESTA STORIA?

 

Voglio raccontare questa storia, I Nostri Giorni Benedetti, perché mi appartiene. Appartiene alla mia esperienza al museo, che mi ha portata a scrivere questa sceneggiatura. Ogni sabato e domenica da settembre 2016 fino a febbraio 2017, ho lavorato al Petit Palais, museo di belle arti della città di Parigi, come agente di sorveglianza e sicurezza e sono stata abbastanza fortunata da osservare persone di ogni sorta per 10 ore ogni settimana. Persone con le loro nevrosi, le loro imperfezioni, che li rendono unici come esseri umani. Da spettatrice silenziosa, ho collezionato sguardi contemplativi, occhi attenti, momenti di condivisione e momenti di solitudine.

Tutto quello che ho vissuto al museo, ha arricchito la mia consapevolezza della storia. L'infinito catalogo delle persone che ho incontrato, mi ha permesso di costruire un mondo intero intorno ai miei personaggi e di capire il significato più profondo che si trova nascosto dietro ogni piccolo dettaglio di questa storia. Voglio raccontare questa storia perché chiunque l'ha vissuta o la vivrà. Voglio esorcizzare la perdita e osannare i buoni sentimenti come protettori. 

Una domenica pomeriggio, stavo sorvegliando una stanza del museo (pitture del ventesimo secolo). Una coppia anziana, mano nella mano, ha camminato davanti a me. Li ho guardati e ho sorriso loro gentilmente mentre stavano proseguendo il percorso all'interno del museo. Dopo pochi minuti, sono tornati indietro verso l'ingresso, concentrati sulla loro camminata, e sono usciti. Poco dopo sono tornati indietro, tracciando lo stesso percorso. E così via, avanti e indietro, lo stesso percorso, a testa bassa, come se fosse stato uno sport. 

Ho iniziato a pormi delle domande. Chi sono loro? Che cosa stanno vivendo? Perché hanno scelto questo posto non per il valore che possiede ma con un altro scopo? Perché guardano in basso e non intorno a loro? 

Ci sono così tanti quadri meravigliosi...Avanti e indietro. Poi, non sono più ritornati. Li ho aspettato ma sono dovuta rassegnarmi all'idea che mi avessero lasciata. La loro assenza, unita alla loro anzianità, il loro modo goffo e zoppo di camminare, mi ha fatto pensare alla morte. Ecco perché Vittorio muore nella mia storia. La trama parla della vita di una coppia che, camminando al museo, arriva davanti ad un quadro nel quale si identifica. Il quadro in questione si chiama "Gli Angeli di Sodoma" di Gustave Moreau.

 

 

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La trasmigrazione dei corpi (condizione di mortalità) in un'opera d'arte, congelata nel tempo (condizione di eternità), indica una paura nei personaggi, Vittorio e Adele, contro il passaggio del tempo e la transitorietà della vita. Credo che un confronto fra tempo e arte sia perfettamente presente nel poema "Ode all'Urna Greca" di John Keats.

 

"...Quando l'età avrà devastato questa generazione, Ancora tu ci sarai, eterna, tra nuovi dolori Non più nostri, amica all'uomo, cui dirai "Bellezza è verità, verità bellezza," - questo solo Sulla terra sapete, ed è quanto basta."

 

 

 

TEMI

 

- come affrontare il lutto

- l'amore quando si avvicina alla morte

- vecchiaia

 

 

 

GENERE

 

Il genere è drammatico. La storia dipende da un'evoluzione emotiva e relazionale di Adele. C'è un'umana lotta interiore.

 

 

 

DOMANDE NARRATIVE

 

Le principali domande narrative della storia sono le seguenti:

-  Quali sono gli ultimi passi che Adele deve compiere per superare Il lutto del marito?

-  Qual è il significato della pittura?

-  Perché Adele decide di tornare indietro al museo?

-  Cosa porta Adele ad accettare pacificamente la morte del marito?

 

 

 

APPROCCIO ESTETICO

 

Ispirazioni: “Coming Home” di Zhang Yimou (2014) ; “Amour” di Michael Haneke (2012) ; “Le Week-End” di Roger Michell (2013) ; “45 Years” di Andrew Haigh (2015) ; “The House of Small Cubes” di Kunio Kato (2008) ; “Head Over Heels” di Timothy Reckart (2012).

 

Per quanto riguarda la regia di questo film e quello che è importante per me visualmente, creerò, con l'aiuto della mia direttrice della fotografia, della mia scenografa, del montatore, del colorista e di tutta la crew, due mondi completamente diversi, uno per il presente ed uno per il passato. Per il presente, per descrivere il senso di claustrofobia e per intrappolare il protagonista nella sua condizione di impotenza, userò dei close up e, dipenderà dal luogo scelto, con l'aiuto della direttrice della fotografia, sceglierò di "intrappolare" la protagonista, Adele. Per quanto riguarda il museo, useremo dei campi lunghi per rappresentare la maestosità che enfatizza la piccolezza umana davanti alla natura. 

 

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“The House of Small Cubes” di Kunio Kato (2008) 

 

Adele, come questo uomo anziano, deve affrontare la perdita del partner. Tristezza, inerzia e ricordo.

 

 

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“Head Over Heels” di Timothy Reckart (2012) 

 

Adele, come Madge, non ha forza. E sta nel letto.

 

 

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“Amour” di Michael Haneke (2012) 

 

Victor e Adele, come i personaggi in Amour, formano una coppia intellettuale e coltivata. Sono appassionati di cultura, arte, letteratura. Dolci, amabili e profondamente connessi. 

 

Con la mia direttrice della fotografia ci occuperemo di perseguire una continuità visiva e cercare il giusto e appropriato linguaggio per raccontare questa storia.

 

 

 

MOOD BOOK DEL FILM

 

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ATTORI

 

FLORENCE MONGE - Adèle (Protagonista)

 

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ELISA SERGENT - Alice (figlia)

 

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DANIEL SCHROPFER - Victor (marito)

 

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LUCA BONDIOLI - Giorgio (guardiano del museo)

 

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MEMBRI DELLA CREW

 

Valentina Casadei - Sceneggiatrice e regista - Italia

 

 

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Margaux Hamaide - Direttrice della produzione - Francia/USA

 

 

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Victoria Gandon - Assistente alla regia - Francia

 

 

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Avantika Singh - Direttrice della fotografia - India

 

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Kristina Spassovska - Responsabile delle location - Bulgaria

 

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Laurent Ganiage - Direttore del casting - Francia

 

 

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Zoe Fan - Scenografa - Singapore

 

 

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Ronan Sanchez - Compositore - Francia

 

 

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A cosa servirà la mia colletta?

I soldi guadagnati con la colletta saranno utili per affittare le due location (l'appartamento di Victor e Adele per 3 giorni e mezzo e il museo per una giornata interna... ma conosciamo bene i prezzi parigini!!!) (55%), per la scenografia (30%), per i trasporti (8%) e la ristorazione (20 persone della crew + 4 attori + 4/5 figuranti per 5 giorni) (7%).

 

Se riceveremo più di 2000 euro, il vostro sostegno sarà molto utile per quanto riguarda la post produzione del film e la possibilità di fare partecipare "Nos Jours Bénis" ai festival di tutto il mondo.

 

I fondi ricavati saranno trasferiti nel conto bancario della regista, Valentina Casadei.

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Vava93

Sono nata a Ravenna, Italia, il 28 maggio 1993. Mi sono laureata in storia dell'arte e del cinema al DAMS di Bologna. Successivamente mi sono trasferita a Parigi dove, attualmente, sto portando a termine il mio ultimo anno di master in sceneggiatura e regia all'EICAR (Scuola internazionale di cinema). In parallelo, sto continuando a coltivare le mie... Continuare

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