Una storia di donne migranti di ieri che stimola la riflessione sul tema della migrazione attuale attraverso un linguaggio nuovo e appassionante.

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Presentazione dettagliata del progetto

Cos'è "The Wood of memories"?

 

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"The Wood of memories" è un progetto non profit nato dalla volontà delle nipoti di un minatore italiano emigrato in Belgio nel secondo dopoguerra e morto nella tragedia di Marcinelle. 

 

Il progetto vuole far venire alla luce i ricordi delle donne di quegli uomini che hanno contribuito alla ricostruzione dell'Europa attraverso il loro duro ed impietoso lavoro nelle miniere.

 

 

Dopo le esposizioni in Italia e in Belgio dove il progetto ha raccolto ampi consensi da parte della critica ma soprattutto del pubblico, siamo pronti a far conoscere oltreoceano queste storie che parlano di famiglia e di solidarietà.

 

 

Come nasce "The Wood of Memories?"

 

Alla fine del 2014 io, mia moglie e mia cognata abbiamo deciso di andare alla ricerca delle radici della loro famiglia, emigrata in Belgio nel secondo dopoguerra. Il loro nonno materno, Cesare Di Berardino, perse la vita nella tragedia mineraria del Bois du Cazier (Marcinelle, Belgio) l’8 agosto 1956, insieme ad altri 261 minatori. Nel 2016 ricorre il 60° anniversario di questa grande catastrofe.

Abbiamo cominciato a lavorare al nostro progetto fotografico e letterario realizzando delle interviste alle donne della famiglia, vedove e orfane di Marcinelle, che non avevano mai raccontato prima di allora i loro ricordi di vita in Belgio.

Dopo aver fatto due viaggi in Belgio a marzo e ad aprile 2015 per raccogliere materiale e informazioni per il progetto, io e mia moglie Enrica abbiamo deciso di trasferirci a Bruxelles per comprendere da vicino come la vita è continuata tra le famiglie degli ex-minatori che sono rimaste a vivere in Belgio, a differenza di quelle rientrate in Italia subito dopo la tragedia.

 

Dopo due anni di lavoro sono nati la mostra fotografica “The Wood of memories” altresì noto come "Le Bois des Souvenirs", realizzata da me e curata da mia moglie Enrica Buccione, e il libro “La nostra Marcinelle. Voci al femminile”, scritto da mia cognata Martina Buccione, che raccoglie le interviste delle donne della famiglia.

 

Scoprite di più sul progetto

 

Dalla prima presentazione che si è tenuta a Pescara il 20 maggio 2016, il progetto è cresciuto oltre ogni nostra aspettativa, ottenendo il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, la partnership di Nikon Italia fino ad essere inaugurato il 1° agosto da Sua Altezza Reale la Principessa Astrid del Belgio.

 

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Dopo le esposizioni presso il museo Le Bois du Cazier, il Parlamento Europeo, il Comitato Economico e Sociale Europeo e il centro ATLAS in Belgio, la mostra viaggerà oltreoceano per essere presentata il 10 dicembre presso il Museo della Letteratura di Himeji in Giappone per poi fare ritorno in Italia nel mese di febbraio 2017 presso la Camera dei Deputati a Roma.

 

 

Molti si staranno chiedendo: "Perchè in Giappone? E perchè proprio a Himeji?"

 

La città di Himeji è gemellata con la città di Charleroi di cui Marcinelle fa parte. Nel 2016 ricorrono i 150 anni di amicizia tra Giappone e Belgio, ma anche tra Italia e Giappone. 

Vista la sua rilevanza storica e sociale, il progetto è stato inserito nel quadro delle iniziative culturali promosse dall'Ambasciata Belga in Giappone (Tokyo) e quale città poteva essere più indicata per ospitare la mostra fotografica se non Himeji?

 

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Il progetto è stato ideato, realizzato e auto-finanziato da me, mia moglie Enrica e sua sorella Martina con il sostegno della Fondazione Pescarabruzzo e della Fondazione As.S.C.A. per la stampa delle foto e dei libri.

 

Per trasporre in immagini il processo laborioso e frammentario di ricostruzione dei ricordi, ho scelto di applicare il compositing digitale e la CGI (computer generated imagery) ad uno storytelling sociale nel tentativo di restituire una memoria storica di grande valore.

Attraverso la manipolazione digitale applicata alle fotografie ho potuto dare vita a immagini surreali pur nella loro aderenza a fatti accaduti, a luoghi vissuti e a oggetti utilizzati nel periodo a cui i racconti/ricordi si riferiscono.

Ho trasformato i racconti delle vedove e delle orfane della famiglia Di Berardino attraverso mie personali suggestioni e reinterpretazioni, sovrapponendo piani attuali e piani risalenti all'epoca in cui le stesse hanno vissuto a Marcinelle.

 

 

 

I luoghi, gli oggetti, le esperienze narrate dalle donne della famiglia Di Berardino attingono a un patrimonio sociale, culturale e valoriale condiviso da un'intera comunità, quella delle tante famiglie italiane emigrate in Belgio nel secondo dopoguerra in cerca di un riscatto sociale, attraverso il durissimo e impietoso lavoro nelle miniere di carbone. Tale patrimonio merita di non essere dimenticato e può essere ancora tramandato soltanto attraverso la creazione di un ponte trans-generazionale.

 

 

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A cosa servirà la mia colletta?

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Perchè abbiamo bisogno di VOI?

 

"The Wood of memories" è un progetto ambizioso e in quanto tale ha bisogno del vostro supporto per continuare a crescere. 

 

Stando ai migliori preventivi che abbiamo ottenuto, ecco il dettaglio delle future spese:

 

Mostra fotografica in Giappone: 2300€

- stampa di 24 foto (basandoci sui preventivi, i costi di spedizione sono troppo elevati)

- 24 cornici

- affitto dello spazio espositivo

- ditta per allestimento/disallestimento

- pubblicità

 

Mostra presso la Camera dei Deputati: 1000€

- trasporto delle opere

- ditta per allestimento/disallestimento + materiale illuminotecnico

- pubblicità

 

Traduzione in francese del libro "La nostra Marcinelle. Voci al femminile": 1700€

 

Biglietti aerei, hotel ed altre spese relative ai viaggi in Giappone e in Italia: 1800 €

 

 

 

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Max Pelagatti

Sono nato a Tokyo nel 1988 da padre italiano e madre giapponese, entrambi cantanti lirici. Ho vissuto fino all’inizio dell’adolescenza tra l’Italia e il Giappone, per stabilirmi poi nel paese paterno. Di natura curiosa e riservata, ho fatto della macchina fotografica il mio mezzo espressivo sin da bambino. La mia produzione artistica risente... Continuare

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