Un'installazione artistica sui rifugiati, la loro identità e le barriere. Aiutami a realizzarla! Raccontiamo insieme questa storia!

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Presentazione dettagliata del progetto

L'urgenza di raccontare questa storia!

 

Mi chiamo Pietro Fedele, non mi definirò né un designer né un artista, ma piuttosto un  creativo cantastorie. Gli studi che mi hanno portato ad diventare disegnatore, multimedia e industrial designer, non hanno fatto altro che suggerirmi i mezzi per raccontare le storie di cui credo valga la pena narrare. Quella di oggi è sui rifugiati. 

Ormai ne sentiamo parlare ogni giorno, ovunque, ma l’immagine che mi balenava continuamente nella testa e chiedeva di essere espressa, era quella di una massa di persone senza identità, loro sono solo i rifugiati, i senza nome, gli scampati, i migranti, gli invasori...e mi sono detto: devo raccontare la loro storia! Interviste? Reportage? Fotografie? Niente di tutto ciò. Quello che invece volevo realizzare era un’installazione artistica Itinerante, in movimento, come lo sono i rifugiati. 

La tematica su cui mi sono messo a lavorare è stata quella dell’identità e delle barriere politiche, sociali e geografiche. 

Come raccogliere tutto ciò in un’opera che non scadesse nella banalità? 

 

 

 

IL MIO PROGETTO

 

L’evento avrà come prima tappa, la città di Pescara nell’aprile del 2017, all'interno di un evento di beneificenza per la raccolta fondi per i rifugiati organizzato dalla fondazione AVSI.

 

L'evento di Pescara si dividerà in due parti. 

La prima si terrà per le strade del centro cittadino dove verranno esposti senza indicazioni particolari, piccoli gruppi di manichini senza corpo, ma solo vestiti “fluttuanti” intenti in pose significative.

<<Chi sono?>> Spero che sia la domanda che i passanti si chiederanno osservando queste figure tragiche e silenziose. Da questa fondamentale domanda nasce il titolo del progetto “WHTHR”, parola composta dalle consonanti di: Who They Are? Che in inglese significa: chi sono loro? Questa è la domanda che dovremmo porci realmente quando vediamo foto, telegiornali, video. É una prima provocazione. Al titolo ho tolto le vocali, come alle figure ho tolto l’identità. 

 

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Le reazioni dei passanti saranno poi filmate per realizzare un short movie postumo all’evento che consentirà una condivisione dell’evento sul web, così da estendere l’esperienza a tutti quelli non vi hanno potuto assistere dal vivo. 

 

La seconda parte dell'evento avverrà all’interno del mercato coperto di piazza Muzii a Pescara, in occasione dell’evento di beneficenza organizzato dalla fondazione AVSI. Per questa occasione vorrei realizzare tre installazioni che toccheranno le tematiche delle barriere viste come gabbie, come vincoli claustrofobici. 

 

Nella prima installazione compaiono delle figure “appese a un recinto con filo spinato” che ricordano queste “scalate” disperate alle barriere di confine. Quando si vedono le foto scattate sul posto, queste persone che chiamerò volutamente appese, sembrano ferme, impotenti, crocifisse, drammatiche. 

Un telo stracciato semitrasparente impacchetta l'opera frapponendosi fra i visitatori e l’opera: un’ulteriore barriera.

 

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Nella seconda, una figura unica, un migrante con le mani legate dietro la schiena. Indossa un salvagente a sua volta incorniciato da un anello di filo spinato. I piedi poggiano nel mar mediterraneo, rappresentato in una cartina dell’europa a terra. Il salvagente dà solo l’illusione di salvataggio ma le braccia legate, che danno un senso di impotenza, il filo spinato e le barriere geografiche sono i vincoli reali che rendono queste: le traversate della morte. 

 

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Nella terza, un gruppo di rifugiati, coperti, bardati, infreddoliti, stanno seduti, arresi, sopra un materasso, con dei remi in mano, come se fosse una zattera, attorno a loro, barriere spinate, con slogan di rifiuto tra quelli più celebri. 

 

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Cosa succederà dopo la tappa di Pescara?

 

L’evento a Pescara sarà solo il trampolino di lancio per un’esposizione che viaggerà in altre città, dove i comuni o le associazioni culturali e no profit decideranno di accogliere le installazioni, e continuare con noi a condividere questo racconto.

 

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A COSA SERVIRÁ LA COLLETTA

 

I soldi che raccoglieremo con la colletta serviranno per comprare i materiali per comporre i manichini (tubi e piedistalli per lo scheletro, materiale spugnoso per dare volume); l’affitto di uno spazio di lavoro con gli attrezzi annessi per l’assemblaggio, l’acquisto dei materiali necessari a completare le installazioni (i vestiti, teli, coperte e altro verranno procurati per quanto possibile senza spendere denaro, ma lì dove sarà necessario verranno acquistati al mercato dell’usato). I costi di trasporto, la produzione grafica e video per l’evento e il costo dei sistemi di illuminazione per le installazioni.

 

Segui il progetto passo per passo sulla pagina facebook dove caricherò aggiornamenti costanti sull'andamento del progetto. D'altronde, se diventi benefattore e quindi artefice con me del lavoro, hai il diritto di essere tenuto al corrente dello stato dei lavori!

 

Pagina Facebook del progetto

A cosa servirà la mia colletta?

.Perché partecipare alla colletta.

 

Quella dei migranti è una questione molto delicata e che nessuno di noi può ignorare. 

Sensibilizzare è necessario e l’arte è il miglior modo per farlo perché un lavoro artistico non contiene mai un singolo messaggio condivisibile o meno, ma apre a una lettura più profonda, pone degli interrogativi, rimane scolpita nella mente generando così una riflessione. 

Pescara sarà solo la base espositiva di partenza per quella che si svilupperà in buon numero di eventi in altre città in cui questo lavoro potrà approdare, sempre a beneficio di fondazioni, eventi o associazioni no profit. 

 

Vi chiedo di aiutarmi nella realizzazione di questo lavoro per diventarne non solo benefattori e mentori, ma soprattutto autori a tutti gli effetti insieme a me. 

Condividete e invitate altri a partecipare! Costruiamo una vera rete forte e vasta per realizzare questo progetto!

 

L'Obiettivo di 2500€ mi permetterà di realizzare la prima parte dell'evento, quella per le strade, oppure una delle tre installazioni più il materiale video.

Se supereremo questo goal potrò realizzare anche tutte le installazioni di cui ho parlato sopra, e rendere il progetto più efficace!

 

Le spese per la prima parte dell'evento (quello per la strada) e per cui saranno utilizzati i 2500€  saranno:

- 5 o 6 metri di tubolare in ferro per ogni manichino più giunture e piedistallo (circa 90-100€ per figura),

le figure ambulanti saranno 6. 

- Spese di trasporto delle installazioni, affitto di un furgoncino (circa 150€);

Costo del sistema di illuminazione (faretti led) per le installazioni (200€);

Costo di uno spazio lavorativo con le attrezzature adatte alla costruzione delle installazioni (circa 500€);

Costo materiali aggiuntivi (filo spinato, reticolati metallici, tessuti, eventuali abiti, cavi, teli di plastica ecc) da determinare, variabile dai 200€ ai 500€;

Costo produzione grafica (flyer, stampe per le installazioni, catalogo ecc) e produzione video e foto (400€).  

 

Il vero obiettivo è questo: più soldi riusciamo a raccogliere, maggiore e più efficace sarà il lavoro che potrò realizzare. Per esempio, con 3500€ oltre all’evento ambulante potrò realizzare anche una delle tre installazioni. Con 5000€ due installazioni più la parte iniziale, mentre con 7000€ il lavoro completo di tutte e tre le installazioni, l'evento ambulante e il materiale video. 

Ultimi commenti

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Ciao Pietro, trovo la tua iniziativa molto interessante e attuale, ciò non mi stupisce, avendo avuto modo di seguire il tuo percorso in ISIA. Farò del mio meglio per promuovere il progetto. Un grosso in bocca al lupo!!