Mirella is a photographic project on Alzheimer. It has last several years, it would like to become a photographic book. Help me to do it!

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The project

 

 

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I am a professional photographer since many years and I consider the reportage one of the highest forms of photographic expression.

Even more attracted by the social reportage, I’ve realised works in different parts of the world, without forgetting my native Country: Italy.

And it is here that I’ve started one of the projects that I consider the longest I have ever made since now: MiRelLa

"Mirella" it is a project started in 2006 but it finds its right place only onwards.

It was born as a work on the Alzheimer disease but it doesn’t tell the disease only.

Inside it there is a bit of everything: hope and resignation, death and life but above all the devotion and love of a woman that assisted for six years his husband, Luigi, affected by senile dementia.

 

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Fotografo professionista da diversi anni, considero il reportage una delle più alte forme espressive fotografiche.

Sempre più attratto dal reportage sociale, ho realizzato lavori in varie parti del mondo, senza tralasciare però il mio paese: l’Italia.

Ed è proprio in Italia che ho iniziato uno dei progetti che ad oggi è per me il più lungo che abbia mai realizzato: MiRelLa

Mirella, è un progetto iniziato nel 2006, ma troverà la sua giusta collocazione solo più avanti.

Nasce come lavoro sull’Alzheimer ma non racconta semplicemente una malattia.

Dentro c'è un po’ tutto: la speranza e la rassegnazione, la morte e la vita ma soprattutto la dedizione e l’amore di una donna che ha assistito per ben sei anni suo marito, Luigi, affetto da demenza senile.

 

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The work lasted almost four years and the photographic issues have been nothing compared to the emotional ones when trying to become invisible in such as close, intimal and so known environment.

 

I shot the Alzheimer through the daily activities of who assists the patient.

A daily life made by objects and traces, gestures and attentions, where day after day scepticism gives way to hope and memories gives way to suffering. 

 

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Il lavoro è durato quasi quattro anni e le difficoltà fotografiche sono state niente rispetto a quelle emotive, cercando di diventare invisibili in un ambiente così ristretto, intimo e così conosciuto.

 

Ho fotografato l'Alzheimer passando per la quotidianità di chi assiste il malato.

Un quotidiano fatto di oggetti e segni, gesti e attenzioni, dove giorno dopo giorno l'incredulità fa spazio alla speranza ed i ricordi fanno spazio al dolore.

 

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It’s a story of daily life, it’s an Italian story but actually it’s a story that has no boundaries and that touches people despite their genre, social status or their Country of origin.

 

"Mirella" receives a large consensus both during the work in progress phase and at the end, obtaining international acknowledgements and last but not least the first prize in the Daily Life section of the 2013 World Press Photo, one of the highest recognition at world wide level in the photojournalism sector.

 

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E’ una storia di vita quotidiana, è una storia Italiana, ma in realtà è una storia che non ha confini e che colpisce le persone indipendentemente dal sesso, dal ceto sociale, dal paese di provenienza.

 

"Mirella" ha ricevuto numerosi consensi sia nella fase work in progress sia nella fase finale del lavoro, ottenendo premi di fama internazionale, culminati nel assegnazione del primo premio sezione “Daily Life” del World Press Photo 2013, uno dei maggiori riconoscimenti a livello mondiale nell’ambito del fotogiornalismo.

 

 

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I wanted to tell about the Alzheimer disease for different reasons. Because I deal with social reportage, because I’ve seen in Mirella an intense and important story to tell, because while studying it I’ve found that information about the information about the disease are limited.

 

According to the Annual Alzheimer report statistics, the number of people affected by senile dementia is expected to double in the next 20 years, to an estimated 65.7 million in 2030, and to 115.4 million in 2050.

The disease continues being underestimated while resources dedicated to the cure, services, assistance and research are insufficient. Different nations are facing a serious lack of knowledge in the field of dementia, imposing a terrible burden on the families and caregivers that often do not have any comprehension of what is happening to their loved ones.

 

Dementia mainly affects elderly individuals, although there is a growing awareness of cases that start before the age of 65.

Previous theories, which considered dementia as a “normal” part of ageing, are no longer reliable.

 

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Ho voluto raccontare l'Alzheimer per una serie di motivi. Perchè mi occupo di reportage sociale, perchè ho visto in Mirella una storia intensa e importante da raccontare, perchè documentandomi ho scoperto che c'è molta carenza di informazione sull'argomento.

 

Dalle statistiche riportate nel rapporto annuale sull’Alzheimer, i dati di persone affette da demenza senile, sono destinati a raddoppiare nei prossimi 20 anni e si stima che ce ne saranno 65,7 milioni nel 2030 e ben 115,4 milioni nel 2050. La malattia continua ad essere sottovalutata e le risorse dedicate alla cura, ai servizi, all’assistenza e alla ricerca sono del tutto insufficienti. Le nazioni si trovano di fronte ad una grave mancanza di conoscenza della demenza, imponendo così un pesante fardello che grava sulle famiglie e su coloro che forniscono assistenza  che, spesso, non hanno alcuna comprensione di  quello che sta accadendo ai loro cari.

 

Sebbene la demenza colpisca prevalentemente le persone anziane, vi è una crescente tendenza di casi che iniziano prima dei 65 anni. Dopo i 65 anni, la probabilità di essere colpiti da demenza raddoppia circa ogni 5 anni.

Decadono pertanto le teorie che fino a qualche tempo fa, consideravano  la demenza come malattia "normale" legata all'invecchiamento.

 

 

 

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The lack of the disease’s awareness and knowledge is a global problem that dramatically hits every single life involved. The dementia stigma, leading people to refrain from talking about it and the wrong belief that nothing can be done for the patients and families, shifts the problem to a hidden secondary level.

 

Disinformation becomes one of the most dangerous aspects as it leads to the wrong approach.

 

Alzheimer’s is a global sore that cannot be ignored. Media, literature, movies, photography and any other artistic and communicative expression should become more aware and increase awareness.

 

In this context grows the will to realize a photographic book; the final step of a long work! The book is the only way to present the project “Mirella” in its completeness and to support as much as possible through photography the information about senile dementia.

The book will be composed by 42 photography, a preface written by me, a contribution of the historian of arts Sara Feola and the presentation of the journalist and photographic critic Sandro Iovine, on of the first ones to know the work and to motivate me to keep on going it with it.

 

The book will be realised in double language both in Italian and in English, and the project will be presented in October during the Festival of the Ethic Photography in Lodi and then in Rome at WSP|Photography

 

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La mancanza di consapevolezza, di conoscenza della malattia, è un problema globale che investe drammaticamente le singole vite coinvolte . Il marchio della demenza, che impedisce di parlarne liberamente, l'erronea credenza che non si possa far niente per i soggetti affetti da demenza e per le loro famiglie, sposta il problema ad un livello secondario e nascosto.

 

La disinformazione diventa uno degli aspetti più pericolosi in quanto non permette un giusto approccio alla malattia.

 

L'Alzheimer è una piaga mondiale che non si può non prendere in considerazione. C'è bisogno di maggiore attenzione da parte delle istituzioni, ma anche da parte della popolazione.

I media, la letteratura, il cinema, la fotografia e tutte le altre forme di espressione artistica e comunicazione  dovrebbero sensibilizzare e sensibilizzarsi maggiormente e diffondere una consapevolezza maggiore.

 

In questo contesto si colloca la volontà di realizzare un libro fotografico; lo step finale di questo lungo lavoro! Il libro fotografico è l'unico modo per poter presentare il progetto "Mirella" nella sua completezza e dare modo attraverso la fotografia di sostenere quanto più possibile l'informazione legata alla sindrome di Alzheimer. Il libro sarà composto da 42 fotografie, una mia prefazione, un contributo della storica dell’arte Sara Feola  e  la presentazione del giornalista e critico fotografico Sandro Iovine, uno dei primi a conoscere il lavoro e a motivarmi nel portarlo avanti.

 

Il libro sarà realizzato in doppia lingua italiano e inglese, ed il progetto sarà presentato ad Ottobre durante il Festival della Fotografia Etica di Lodi e successivamente a Roma presso il WSP|Photography

Why fund it?

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The crowdfunding will support the book production, this will be published and distributed in Italy and abroad by   the editor Silvana Editoriale   

The book will be in a Album format, approximate dimension 24x17, hardback cover stitched with cotton   thread, square back, capitals, cardboard 3 mm.   The book will consist of approximately 128 pages on coated opaque paper, gr. 170, in double language Italian and English, with print run 1000 copies.

 

In addition the crowd-funding will help to produce the rigid box necessary to realize 100 limited edition copies    and the Fine Art photos.

 

 

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Il crowdfunding servirà alla realizzazione del libro la cui stampa e distribuzione in Italia e all'estero, sarà a cura della casa Editrice Silvana Editoriale

Il libro sarà in formato Album con una dimensione di circa   24 x 17 e prevederà una copertina di cartonato cucito a filo refe, dorso quadro, capitelli, cartone 3 mm.

Sarà composto da circa 128 pagine su carta patinata opaca da gr. 170, in doppia lingua italiano e inglese e con una tiratura di 1000 copie.

 

Inoltre, la raccolta fondi, servirà alla realizzazione del box rigido per la realizzazione delle 100 copie ad edizione limitata ed alla stampa delle fotografie fine Art.

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Fausto Podavini

Born in Rome, he works and lives in his home town. He obtained a Master in Reportage from the Photographic Academy John Kaverdash in Milan. After a start as studio photographer, he decides to concentrate his work on reportage as freelance, collaborating with different NGOs to realise reportages in Italy, Peru, Kenya and Ethiopia. In 2009 he started to... See more

Newest comments

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Congratulazioni Fausto !
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Alla fine ci sono riuscita anche io... Congratulazioni per il tuo meraviglioso progetto!!! Chiara
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Amo questo progetto. Ti auguro il successo che merita! Claudia Baldus