Vorrei realizzare una grande impresa: percorrere 20000km in giro per l’Europa con il mio camper del 1982 e girare un documentario! Sali a bordo!

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Presentazione dettagliata del progetto

Sogno di realizzare una grande avventura: percorrere 20000 km lungo i confini dell’Europa per un viaggio pianificato e condiviso ogni giorno con la community, sulla mia pagina Facebook sul mio sito web o sul mio canale Yotube, andando alla ricerca di storie di confine per realizzare un documentario.

Solo io e il  Vostok, il mio camper del 1982.

 

 

 

 

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“Non importa il mezzo che usi, l’importante è capire le sue potenzialità, non esagerare, rispettarne il motore.

Ascoltalo, e anche il mezzo più vecchio ti porterà ovunque”.

 

Con queste parole nella testa ho deciso di viaggiare ma a modo mio, con lentezza, seguendo sempre il percorso più tortuoso, senza gps, senza autostrade, fidandomi degli incontri, del colore delle strade, dei segnali che un viaggio degno di tale nome ti regala.

 

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Il giro d’Europa lungo i suoi confini, con un camper dell’82 ribattezzato Vostok, è una missione ambiziosa.

L'idea è quella di percorrere il periplo dell'Europa continentale, partendo dal sud dell'Italia verso ovest, costeggiando il mare: Francia, Spagna, Portogallo e poi attraverso l'Olanda, Danimarca, Germania e  Polonia fino all'Estonia e giù, lungo i confini dell'ex Unione Sovietica e le coste del Mar Nero fino alla Turchia. E tornare a casa attraverso la Grecia e i Balcani.

 

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Si tratta di percorrere circa 20mila km attraversando più di 20 Stati, alla ricerca di storie da raccontare, storie di luoghi che non si lasciano delimitare, di gente abituata a parlare molte lingue.

Storie di confine, di cui tutti parlano ma che nessuno cerca mai di approfondire.

 

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Viviamo in tempi in cui la gente sta tornando ad avere paura dei confini.

 

Qualcuno erige muri, qualcuno stende chilometri di filo spinato, anche il nostro mare, il Mediterraneo, che per secoli è stato un ponte naturale tra i popoli, viene visto, purtroppo, come un mezzo per l''invasione da parte di migliaia di profughi.

 

Ecco perché voglio partire alla ricerca di storie di confine.

L’idea all’origine del progetto Borders è proprio quella di mostrare quanto un confine in realtà sia una linea di congiunzione, un melting pot, un miscuglio di punti di contatto, una ricchezza.

 

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Per esempio una salina parla di confini naturali e invisibili, il Fado, e la musica popolare in genere, parla dei confini dell'anima, l'architettura Moresca in Spagna parla dei tempi in cui religione e luogo di provenienza degli uomini non stabiliva una differenza tra gli esseri umani, l'ecosostenibilità, per trovarne un'altra, è un concetto che ancora divide molti, un confine che non si riesce ancora a superare.

 

 

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Fino ad arrivare al confine tra Grecia e Macedonia, dove si sta consumando uno dei drammi umanitari più grandi accaduti nella storia dell'Europa.

 

L’obiettivo è quello di creare una sottile linea di congiunzione tra mondi apparentemente lontani.

 

La mission è realizzare un viaggio social, costantemente condiviso, e poi un reportage fotografico e un documentario che raccontino tutta l’avventura.

 

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Viaggiare e raccontare

 

Condividere i miei viaggi con la community (quasi 6000 fan seguono la mia pagina Facebook) sta alla base di quello che faccio.

 

 

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Raccontare luoghi e incontri attraverso fotografie, video e testi è un completamento dei miei viaggi perché una bella storia non esiste se non esistono orecchie pronte ad ascoltarle.

Ma il mio concetto di condivisione va oltre la semplice pubblicazione di contenuti: per questo ho dato vita ai social trip.

Prima di ogni mia partenza faccio un appello alla community affinché il viaggio sia costruito prima di essere condiviso.

 

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Ogni fan non è semplice spettatore ma protagonista, aiutandomi con la propria esperienza, dandomi consigli sui luoghi già visitati o indicandomi quelli che vorrebbe visitare.

 

In occasione di questo viaggio avrò la possibilità di raccontare le mie avventure non solo sulle mie pagine social, ma anche su Repubblica.it per due volte alla settimana.

 

È un modo di viaggiare 3.0

 

 

 

 

 

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MI chiamo Lorenzo e sono un viaggiatore

Lo sono sempre stato e molte delle decisioni che ho preso nella mia vita sono state condizionate da questa consapevolezza.

 

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Lavoro come fotografo e videomaker nel sud dell’Italia. 

Giornalista pubblicista, i primi viaggi da fotoreporter free lance li ho affrontati da solo, quando ho deciso di partire per il Medio Oriente

 

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Dalla Striscia di Gaza all’Iraq ho documentato alcune delle guerre contemporanee più cruente. 

 

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Poi è stata la volta dei reportage nella ex Jugoslavia e in Cina. 

Insieme alla fotografia di viaggio, giro videoclip, spot, fiction e documentari.

 

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Alle soglie dei 40 anni ho deciso di unire in un’unica mission tutto quello che ho sempre fatto: così ho comprato un camper dell’82 e ho iniziato a raccontare, con fotografie, testi e video, i miei viaggi.

In camper o a piedi, so che il mondo è lì, ad aspettarmi. 

Traccio le rotte, cerco i contatti e pianifico la strada. 

Il futuro ha il colore dei posti che non ho ancora visto.

 

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“In tempi come questi, la fuga è l’unico modo per continuare a sognare e mantenersi vivi.”

 

Lo ha scritto Henry Laborit, ne “L’elogio della fuga”, e io ne ho fatto una filosofia di vita. 

Quello che ho ribattezzato Vostok è un furgone camperizzato, Westfalia Sven Hedin LT 28, della Volkswagen, nato nel 1982.

 

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Vostok come la navicella che ha portato oltre l’atmosfera terrestre Yuri Gagarin, il primo uomo a volare nello spazio.

Vostok per indicare un concetto diverso del viaggiare: mettere in atto una fuga che non sia pura evasione ma ricerca, esplorazione, cercando punti significativi, osservando l’andamento dei monti, dei fiumi, fermandosi a chiedere informazioni per non perdere mai il contatto con tutto quello che costituisce l’essenza, la geografia umana dei luoghi.

 

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E un po’ umano è anche il Vostok: non ha centraline elettroniche, non ha tecnologia introvabile e deperibile, ma ha un motore d’altri tempi, uno di quei motori ben riusciti, che anche un meccanico nel cuore della giungla saprebbe riparare ad occhi chiusi con un po’ di filo di ferro e una saldatrice.

 

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Nel corso degli anni ho cercato di rendere il Vostok la mia base operativa, non solo una casa mobile ma un ufficio dove lavorare, apportando migliorie, modifiche e trasformazioni funzionali alle mie esigenze.

 

Il prossimo passo sarà renderlo un po’  più ecosostenibile realizzando un impianto fotovoltaico.

 

 

 

 

A cosa servirà la mia colletta?

Supportare il progetto Vostok non è solo supportare un'idea ma far parte di un grande progetto narrativo, seguire giorno dopo giorno un lungo viaggio, esserne testimoni e al tempo stesso protagonisti.

 

Non solo un viaggio, non solo un documentario e non un blog ma un grande racconto condiviso.

 

Ci sono degli sponsor che credono in questa impresa, e col loro aiuto stanno dando energia a quello in cui credo, ma non basta.

 

Realizzare un’impresa del genere non è semplice, le spese ammontano a circa 7000 euro, ma so bene che con il contributo di una grande ciurma virtuale riuscirò a realizzarla.

 

Carburante: circa 2200 Euro

 

Spese di vitto/spese varie: 1800 Euro

 

Connessione internet: circa 400 Euro

 

Piccola tecnologia, manutenzione camper, piccoli imprevisti: 1000 euro

 

E poi ci sono le spese per le ricompense, le spese di spedizione e la commissione per la piattaforma che ospita il progetto.

 

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Mi chiamo Lorenzo Scaraggi e sono un viaggiatore. Lo sono sempre stato e molte delle decisioni che ho preso nella mia vita sono state condizionate da questa consapevolezza. Lavoro come fotografo e videomaker nel sud dell’Italia. Giornalista pubblicista, i primi viaggi da fotoreporter free lance li ho affrontati da solo, quando ho deciso di partire... Continuare

FAQ Domande più frequenti sul progetto

+ Ma hai una tabella di marcia precisa?

No, so solo che dovrò percorrere il tragitto stabilito e girare il documentario.
Mi farò guidare dall'istinto, dagli incontri e dai regali della strada. Magari dedicherò qualche giorno ad alcuni posti mentre ne eviterò altri. Penso di terminare in 4 mesi ma non mi importa quanto durerà il viaggio, non ho fretta.

+ Ma se volessi viaggiare con te?

Tra le ricompense è contemplata la possibilità di viaggiare con me per una settimana. Purtroppo ha un costo perché il viaggio ha un costo. Ma questo non esclude che se ci dovessimo incontrare, se tu dovessi andare da qualche parte sul mio percorso un passaggio o un caffè te lo offrirei volentieri. Diciamo che per questo viaggio non ho trovato un compagno fisso, almeno per ora. Resta il fatto, però, che sono alla costante ricerca di un compagno di viaggio, un nostromo che mi aiuti in tutte le mansioni richieste durante i miei viaggi: guidare, fotografare, utilizzare una videocamera.

+ Ho delle storie e dei luoghi da consigliarti, come faccio?

Sul mio sito www.vostok100k.com, alla sezione "Progetto Borders" c'è un form da compilare dove puoi lasciarmi i tuoi suggerimenti.

+ Perché hai scelto di fare questo itinerario evitando alcuni paesi?

L'itinerario è stato tracciato in base ad una serie di esigenze pratiche ed economiche. Andare in Gran Bretagna, per esempio, col budget che mi sono prefisso, rappresenta una spesa che costerebbe troppo.

+ Ho visto che si può pagare con la carta di credito. Ma per i bonifici?

C'è la possibilità. Dopo aver scelto cifra e ricompensa bisogna scegliere il sistema di pagamento SOFORT, che è un sistema sicuro per bonifici online

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